FIAT 131 ABARTH

 
 
 

Gloriosa vettura da rally, la Fiat 131, debuttò nel mondiale ' 76 andando a rimpiazzare l' ancora valida 124 Abarth. Derivata dalla serie stradale, presentava un telaio in monoscocca d'acciaio con carrozzeria in materiale composito, porte e tetto in alluminio e parafanghi bombati in vetroresina; la vettura in questo modo si presentava molto robusta ma anche molto leggera con i suoi 950kg di peso. Il motore 16 valvole da 2000cc, sviluppato precedentemente sulla 124 Abarth, erogava una potenza massima che a seconda della versione variava dai 225 ai 255cv ed era montato in posizione anteriore. La trazione era data dalle sole ruote posteriori. Inizialmente ci fu molto scetticismo attorno alla nuova vettura Fiat; si dovette lavorare duro per renderla competitiva anche a livello mondiale ma i progettisti erano fiduciosi e allora si decise di omologarla in gruppo 4 dopo aver prodotto gli ormai consueti 500 esemplari. Il risultato? Vinse dappertutto, su terra come su asfalto portando alla casa torinese ben tre titoli mondiali, nel ' 77 e nel ' 78 con un certo Markku Alen e nel ' 80 con il mitico Rohrl. Con il supporto tecnico offerto dal reparto corse Lancia la vettura torinese conquista ben 17 vittorie assolute a livello mondiale e 24 in campo europeo: il tutto in soli 4 anni di attivita'.  

 

 

FOTO 131 ABARTH

 
 

 

 
 

 

 
 

LE NOSTRE FOTO

- 131 Abarth Alitalia al Trofeo San Leo 2002

- 131 Abarth Alitalia al Memorial Bisulli 2002 (foto1)

- 131 Abarth Alitalia al Memorial Bisulli 2002 (foto2)

 
 
 
 

SCHEDE TECNICHE 131 ABARTH

 

CARATTERISTICHE

STRADALE

CORSA ' 77

 

motore

4 cilindri in linea, 1995 cc, 16 valvole

 

 posizione motore

anteriore longitudinale

 

trazione

posteriore

 

potenza max. cv/rpm

160 / 6400

225 / 7600

 

coppia max. kgm/rpm

....

23 / 5600

 

alimentazione

2 carburatori a doppio corpo verticali

iniezione indiretta kugelfisher

 

telaio

monoscocca portante in acciaio

 

carrozzeria

 in vetroresina, portiere in lamiera

profilati in fibra e vetroresina e alluminio

 

sospensioni

a ruote indipendenti tipo McPherson, barra antirollio montanti telescopici e ammortizzatori a gas

 

peso

1270 Kg

980 Kg

 

accelerazione 0-100 Km/h

....

....

 

velocità max.

200 Km/h

....

 

La versione che vinse il titolo mondiale nel 1978 aveva un motore da 240cv a 7500 giri/min e una coppia max. di 25 kgm mentre quella che vinse il titolo nel 1980  aveva 255 cv a 8000 giri/min e una coppia max di 27 Kgm. La 131 montava cerchi esagerati, 11x15" su asfalto e 8x15" su terra.

 
 
 
 

LE VITTORIE

 

Si inizia a parlare della 131 nel 1976, quando vennero prodotti i soliti 500 esemplari necessari per l'iscrizione al gruppo 4. Al massacrante rally del Marocco vengono schierate 3 vetture con livrea Olio Fiat guidate da Markku Alen, Maurizio Verini e Fulvio  Bacchelli che però abbandonano anzitempo facendo così slittare la prima vittoria della 131 al rally successivo, il 1000 laghi, dove Alen bissa il successo portando i primi punti iridati alla casa torinese.

Nel 1977 avviene il blasonato cambio di testimone che, dalla Stratos passa alla 131 Abarth. Purtroppo per la vettura Lancia inizia quel declino che la porterà a scomparire dai rally mentre per quella Fiat inizia, a suon di vittorie, il dominio assoluto in campo internazionale (d'altronde non era possibile, anche per un fatto economico, tenere al vertice 2 vetture competitive della stessa casa costruttrice). La prima vittoria della stagione arriva al rally di Portogallo dove il solito Alen, con una superba cavalcata vince davanti alle lontanissime Ford. Poi si passa al Nuova Zelanda dove Bacchelli, nonostante i guai vari al motore ottiene per pochi secondi quella vittoria che porta in testa la casa torinese nella classifica costruttori, sempre davanti alla Ford. Arriva anche il successo in Canada dove Timo Salonen e Simo Lampinen portano al 1° e 2° posto la 131. Il rally di Sanremo porta la firma di una splendida tripletta Fiat (Jean-Clode Andruet, Verini e Tony Fassina) mentre al Tour de Corse la Fiat si aggiudica il titolo costruttori grazie alla doppietta di Bernard Darniche e Andruet. 

Le novità del 1978 sono date dai nuovi colori Alitalia e dall'ingaggio di Walter Rohrl che, insieme agli altri piloti Fiat portano alla casa torinese il secondo titolo. La prima vittoria arriva in Portogallo, grazie ad Alen. Anche Sandro Munari passa alla guida della 131. All'Acropoli si registra una doppietta torinese con Rohrl 1°e Alen 2°. Ormai la vettura italiana è la nuova regina del mondiale e all'orizzonte non si affaccia nessun rivale degno di contrastarla. Al 1000 laghi Alen è imprendibile e conquista la vittoria seguito da Ari Vatanen che, al volante della seconda 131 porta punti iridati e sigla un'altra doppietta stagionale. La terza doppietta arriva in Canada per merito di Rohrl e Alen. Il titolo è una certezza matematica dopo il rally africano dove, pur senza partecipare, si laurea campione del mondo vedendo restare a secco di punti le antagoniste Ford e Opel. La conferma, semmai ve ne fosse stato bisogno, che la Fiat 131 Abarth è la vettura dell'anno la riscontriamo al Tour de Corse: 4 vetture nei primi 5 posti. A coronare questo fantastico risultato hanno partecipato Darniche, Andruet, Munari nei primi tre posti e la bravissima Michèle Mouton al 5°. Per la storia, questo 1978 ha un solo nome: Fiat 131 Abarth. 

Nel 1979 il gruppo Fiat riduce notevolmente i budget per le partecipazioni ai rally. D'altra parte a Torino hanno già vinto 5 titoli mondiali (3 con la Stratos e 2 con la 131). Il programma prevede solo 3 partecipazioni iridate mentre la Stratos viene affidata a team semi-ufficiali. Alla gara di apertura, il Montecarlo, Alen conquista un buon terzo posto. Il primo successo arriva sempre per mano del solito Markku al 1000 laghi portando così la prima vittoria in casa Fiat. Al rally di Sanremo Walter Rohrl e Attilio Bettega conquistano le piazze d'onore. In classifica generale la Fiat arriva terza, dietro alla vincitrice Ford e alla  sorprendente Datsun.

Il 1980 è l'anno del ritorno della Fiat ai massimi vertici. L'affermazione del gruppo torinese è doppia: titolo marche e piloti. (Il titolo piloti ha preso vita nel 1979 con un calendario, solo per quell'anno, identico a quello marche. Si sostituiva così la Coppa Fia la quale non aveva mai soddisfatto nessuno per il criterio con qui veniva assegnata; infatti nella classifica erano compresi anche i punti europei e comunque non venne mai presa con tanta importanza dai vincitori. Da quest'anno il titolo piloti segue 10 prove su 12). La stagione inizia al Montecarlo ed è subito vittoria: la 131 con livrea bianco-azzurra di Rohrl stacca tutti e si pone in vetta alla classifica. Il mondiale passa in Portogallo dove la Fiat ottiene con Rohrl 1° e Alen 2° la prima doppietta stagionale. Al rally di Argentina si registra l'ennesima vittoria di Rohrl. Si va in Finlandia e rispunta Markku Alen che bissa il suo unico successo stagionale. La matematica certezza del titolo marche arriva a Sanremo con la vittoria di Rohrl mentre per quello piloti basta un 2° posto che lo stesso Rohrl ottiene al Tour de Corse aggiudicandosi anticipatamente il titolo piloti.  

 
 
 

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